Agroindustria 4.0: missione possibile

Si riporta l’editoriale pubblicato sulla rivista IES – Industria e Sviluppo (Anno IX, N. 2 maggio-agosto 2017). La rivista è il quadrimestrale edito da Confindustria Firenze, Confindustria Livorno e Massa Carrara, Confindustria Toscana Nord, e Confindustria Toscana Sud.

Questo numero è dedicato all’agro-industria in Toscana.

Non esiste agro-industria senza agricoltura, e non è solo una notazione logica o grammaticale. Né può sussistere uno sviluppo agro-alimentare di qualità senza una produzione agricola che rispetti criteri anch’essi di qualità. Insomma la trasformazione non può fare miracoli, e se li fa c’è qualche trucco.

Ecco quindi che la tracciabilità della fi liera produttiva è garanzia di qualità, e quindi di capacità di reggere le sfi de del mercato. Questo vale per tutto, figurarsi per un settore così delicato per la vita e lo sviluppo come l’industria agro-alimentare e l’industria di trasformazione dei prodotti agricoli per usi non alimentari. L’Italia rimane un Paese nel quale, per quanto attiene alla produzione agricola, le importazioni continuano a superare le esportazioni.

I dati dell’Irpet (Istituto Regionale Programmazione Economica della Toscana) riportati negli articoli seguenti ne forniscono la dimensione statistica. In un quadro toscano ed italiano nel quale continuano a crescere le esportazioni agro-alimentari. Secondo i dati di Federalimentare, la crescita dell’export agro-alimentare italiano nel primo trimestre di quest’anno raggiunge l’8 per cento, superando le migliori previsioni. L’industria agro-alimentare italiana continua ad acquisire nuove quote di mercato negli Stati Uniti e in Francia, e nonostante l’embargo la stessa Russia segna tassi di crescita molto interessanti per i nostri operatori del settore.

Tutto questo accade nel quadro di una produzione agricola che evidenzia due elementi molto signifi cativi, a conferma di un settore ingiustamente poco considerato rispetto alle sue potenzialità. Il primo elemento riguarda la produttività agricola. Ebbene, dal 2010 la produttività agricola (misurata in termini di valore aggiunto per ora lavorata) è stabilmente superiore alla produttività relativa ai settori dell’industria, delle costruzioni e dei servizi. Il che signifi ca che la tanto predicata produttività come mèta imprescindibile per lo sviluppo industriale, nel campo agricolo è già stata conseguita. Tra il 1985 e il 2015 l’indice di produttività agricola è cresciuto del 70 per cento. Il secondo elemento da evidenziare è relativo al superamento degli effetti della grande crisi economico-fi nanziaria scatenatesi dal 2008. Secondo quanto stimato dall’Irpet, confrontando i dati di oggi con quelli del 2006, si può vedere come l’agroindustria toscana abbia recuperato i livelli di produzione e di valore aggiunto precedenti al dilagare della crisi. Un miraggio, purtroppo, rispetto ad altri settori della produzione manifatturiera.

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La sfida rimane sempre quella di coniugare la qualità del prodotto con la sua sostenibilità. Il concetto di sostenibilità non è solo ambientale, verso la quale vi è sempre più una sensibilità acuta in larga parte della popolazione, ovvero dei consumatori e dei clienti. Ma per un’industria c’è sempre anche la variabile costituita dalla sostenibilità economica delle produzioni di qualità, e non esiste una formula che automaticamente mette al loro posto tutte le variabili in gioco. Stiamo vivendo una fase di trasformazione, sia sul piano del prodotto fi nale che del processo con cui si produce. La qualità del primo non può prescindere dalla sostenibilità del secondo. Ci sono settori nei quali la sostenibilità ambientale non trova ancora una sua sostenibilità economica, e viceversa. La soluzione non sta nel lasciare che tutto rimanga così, ma piuttosto risiede nell’esplorazione dell’utilizzo di nuove tecnologie nella produzione agricola e nella trasformazione industriale dei prodotti della terra. Per questo si discute oggi anche di “Agricoltura 4.0”. Ne ha recentemente parlato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina sottolineando il valore dell’innovazione tecnologica come strumento per conseguire i nuovi obiettivi condivisi della società rispetto al mondo agricolo: sicurezza alimentare, produzione di cibo suffi ciente per far fronte alla crescita demografi ca, competitività delle aziende della fi liera produttiva.

In un suo articolo pubblicato sulla rivista “Formiche”, il ministro Martina scrive: “La grande partita che deve giocare l’agricoltura, tanto italiana quanto mondiale, passa per l’unione di tecnologia e sostenibilità. Serve una nuova rivoluzione ecologica e digitale. In un sistema agroalimentare mondiale che vede la tendenza sempre più spinta alla concentrazione della proprietà dei brevetti, delle sementi, dell’innovazione in poche grandi multinazionali, l’Italia può diventare un laboratorio a cielo aperto per una nuova agricoltura”.

Quando si vogliono ingigantire i propositi, quasi che così facendo si diano ad essi più lustro, si parla sempre di “rivoluzione”. A noi basterebbe una buona riforma, come quelle approvate sessanta anni fa. Comunque l’impegno governativo italiano dopo l’Expo di Milano è andato verso il piano per lo sviluppo delle biotecnologie sostenibili e il piano per la crescita dell’agricoltura di precisione (in collegamento con Industria 4.0).

Nell’ambito dei progetti di ricerca e sviluppo per il sostegno al miglioramento genetico delle colture agricole, vengono privilegiate quelle più caratteristiche della produzione italiana, dalla vite all’olivo, dal pomodoro al frumento. Per quanto riguarda il secondo piano, l’obiettivo che il governo italiano si pone è particolarmente ambizioso: passare in cinque anni dall’1 per cento al 10 per cento della superfi cie coltivata in Italia con le tecnologie dell’agricoltura di precisione. Il che significa nuovi investimenti in macchine innovative e banda ultra larga per la gestione dei big data agricoli. Le parole chiave del mondo manifatturiero, dunque, entrano sempre più anche nel mondo agro-industriale.

 

Francesco Butini

(Fondazione Franco Bardelli)

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