BCE: NEL SECONDO TRIMESTRE L’ESPANSIONE ECONOMICA CONTINUA A CRESCERE

Nella riunione di politica monetaria di settembre, il Consiglio direttivo delle BCE – Banca Centrale Europea ha valutato che «l’espansione economica UE, che ha accelerato oltre le attese nella prima metà del 2017, continua ad essere solida e riguarda tutti i paesi e settori. Al tempo stesso la recente volatilità del tasso di cambio rappresenta una fonte di incertezza da tenere sotto osservazione per le possibili implicazioni sulle prospettive a medio termine della stabilità dei prezzi». Le misure dell’inflazione hanno registrato un lieve aumento negli ultimi mesi, ma nel complesso rimangono su livelli contenuti. «Di conseguenza, è ancora necessario un grado molto elevato di accomodamento monetario per consentire l’accumularsi graduale di spinte inflazionistiche e sostenere la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo – si legge nel bollettino della Banca Centrale Europea Num. 6 del 2017 -. Il Consiglio direttivo ha pertanto mantenuto invariato l’orientamento di politica monetaria e deciderà in autunno riguardo alla calibrazione degli strumenti di politica monetaria nel periodo successivo alla fine dell’anno».

Secondo la Banca Centrale Europea, l’espansione economica dell’area dell’euro prosegue e mostra segni di crescente tenuta, mentre le misure di politica monetaria sostengono la domanda interna. Nel secondo trimestre dell’anno l’aumento del PIL in termini reali dell’area euro è stato pari allo 0,6% sul periodo precedente, rispetto allo 0,5% del primo trimestre. La crescita del PIL in termini reali è sostenuta in prevalenza dalla domanda interna. I consumi privati sono sospinti dagli incrementi dell’occupazione, che a loro volta beneficiano delle passate riforme del mercato del lavoro, e dall’aumento della ricchezza delle famiglie. In tale ottica la ripresa degli investimenti continua a essere sostenuta da condizioni di finanziamento molto favorevoli e da miglioramenti della redditività delle imprese. Tanto da far dire alla BCE che «gli indicatori a breve e indagini congiunturali confermano una robusta dinamica espansiva su orizzonti ravvicinati».

La Banca Centrale Europea è convinta che la ripresa mondiale generalizzata «sosterrà le esportazioni dell’area dell’euro». L’attività economica mondiale dovrebbe segnare un moderato rafforzamento, basato sul costante sostegno delle politiche monetarie e di bilancio nelle economie avanzate e su una ripresa delle economie emergenti esportatrici di materie prime. Dopo aver mostrato un netto miglioramento al volgere dell’anno, il commercio mondiale ha perso vigore nel periodo recente, ma gli indicatori anticipatori continuano a segnalare prospettive positive.

Le proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate dagli esperti della BCE nel settembre 2017 prevedono una crescita del PIL, in termini reali, del 2,2% nel 2017, dell’1,8% nel 2018 e di 1,7 punti percentuali nel 2019.

Rispetto all’esercizio condotto a giugno 2017 dagli esperti dell’Eurosistema, le prospettive di crescita del PIL sono state riviste al rialzo per il 2017 e restano in seguito pressoché invariate. «I rischi per le prospettive di crescita nell’area dell’euro rimangono sostanzialmente bilanciati – si legge nel report della BCE di settembre -. Da un lato, l’attuale dinamica positiva del ciclo accresce la probabilità di una ripresa economica più vigorosa rispetto alle attese; dall’altro, permangono rischi al ribasso, riconducibili prevalentemente a fattori di carattere internazionale e all’evoluzione dei mercati valutari».

TASSO DI CRESCITA DEL PIL

2017
2018
2019

Per quanto riguarda l’espansione dell’economia mondiale il dato è rimasto costante. «Dopo un calo temporaneo della crescita di alcune economie nel primo trimestre, i valori e gli indicatori basati sulle indagini congiunturali più recenti mostrano una ripresa della crescita mondiale. Per quanto concerne le economie avanzate, la crescita del PIL ha registrato un aumento negli Stati Uniti nel secondo trimestre, grazie alla ripresa dei consumi e delle scorte, favorita dal rafforzamento del mercato del lavoro e da un solido clima di fiducia delle famiglie. In Giappone l’attività economica ha registrato una forte crescita nel secondo trimestre, sostenuta dal contesto esterno e dalla politica fiscale espansiva. Per contro, l’attività economica nel Regno Unito è rimasta debole, risentendo dell’impatto sui redditi delle famiglie dell’inflazione crescente e della diminuzione dei salari reali. Per quanto riguarda le economie emergenti, in Brasile e in Russia l’attività economica ha avviato una fase ripresa dopo le profonde recessioni, mentre la crescita economica ha mostrato una buona tenuta in India e in Cina».

Positivi anche i dati legati ai mercati del lavoro nell’area euro che continuano a evidenziare dinamiche favorevoli. La crescita dell’occupazione dell’area è proseguita nel primo trimestre del 2017, raggiungendo lo 0,4 per cento sul periodo precedente, e ha così superato per la prima volta il valore massimo pre-crisi registrato nel 2008.

La disoccupazione nell’area euro ha evidenziato un netto calo dopo il massimo del 12,1% raggiunto nel secondo trimestre del 2013. A luglio il tasso di disoccupazione era pari al 9,1%, il livello più basso da febbraio 2009. I dati delle indagini disponibili fino ad agosto segnalano ulteriori miglioramenti delle condizioni del mercato del lavoro, indicando una crescente carenza di manodopera tra le maggiori economie dell’area.

«Sullo sfondo di un aumento dell’offerta di lavoro, la flessione significativa della disoccupazione dell’area è particolarmente incoraggiante – si legge nei commenti della BCE -. L’aumento dell’offerta di lavoro, proseguito per tutto il periodo della crisi e durante la ripresa, si deve soprattutto ai crescenti tassi di partecipazione al mercato del lavoro di addetti più anziani e delle donne. Tuttavia, misure più ampie della disoccupazione mostrano ancora un considerevole margine di capacità inutilizzata nei mercati del lavoro dell’area dell’euro».

Positivo anche il dato degli investimenti delle imprese, che chiude il secondo trimestre del 2017 in salita. L’aumento, pari all’1% sul periodo precedente, è stato trainato dagli investimenti in prodotti di proprietà intellettuale e impianti, macchinari e armamenti diversi dai mezzi di trasporto. Dati quali quelli relativi alla produzione industriale nel settore dei beni di investimento, cresciuta dello 0,7 per cento sul periodo precedente nel secondo trimestre del 2017, segnalano una ripresa degli investimenti delle imprese nell’area dell’euro. «La ripresa degli investimenti delle imprese dovrebbe proseguire. Le prospettive di investimento sono favorite da un insieme di fattori. Il clima di fiducia delle imprese, le aspettative di produzione e gli ordinativi dall’estero nel settore dei beni di investimento rimangono elevati nonostante un lieve calo in agosto – ha commentato la Banca Centrale Europea -. Il grado di utilizzo della capacità produttiva ha continuato ad aumentare oltre i livelli medi pre-crisi, le condizioni di finanziamento restano molto favorevoli, gli utili non distribuiti delle aziende, che costituiscono un potenziale di spesa per investimenti, permangono elevati ed è necessario modernizzare lo stock di capitale dopo vari anni di investimenti contenuti. Si prevede tuttavia che alcuni fattori continuino a gravare sulle prospettive di investimento delle imprese. Fra questi vi sono le aspettative di un potenziale di crescita a lungo termine più debole rispetto al passato, le rigidità nei mercati dei prodotti e il ritmo contenuto delle modifiche al contesto normativo».

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