Cyber Security:presentato l’Accenture Security Index 2017

Accenture, la multinazionale di consulenza aziendale più grande al mondo, ha pubblicato lo studio “Accenture Security Index 2017”.
Dall’analisi emerge come oltre il 73% delle aziende non è in grado di proteggere i propri processi cibernetici e gli asset più importanti. Il dato risulta allarmante in considerazione all’aumento e alla frequenza della portata dei recenti cyber-attacchi. Dallo studio, appare evidente come oggi solo un’azienda su tre risulta possedere la capacità per monitorare le minacce e riuscire contestualmente a proteggere gli elementi critici del proprio business.
Per la redazione dello studio la multinazionale ha intervistato oltre 2.000 professionisti nel campo della cyber security, scelti in rappresentanza di aziende con un fatturato annuo di almeno un miliardo di dollari. I dati così raccolti sono stati analizzati e strutturati, in collaborazione con Oxford Economics, secondo un criterio regionale (in 15 Paesi nel mondo); commerciale di appartenenza (12 settori aziendali) e 33 ambiti specifici di cybersecurity.

In termini geografici, lo studio ha dimostrato che l’Inghilterra e la Francia sono al primo e secondo posto della classifica per il “miglior Paese in termini di cybersecurity”.
Al terzo, quarto e quinto posto si collocano il Brasile, il Giappone e gli Stati Uniti d’America, con un trend legato alle società che raggiungono performance elevate nella gestione della sicurezza cibernetica, rispettivamente al 40% e al 37%. Fanalino di coda è la Spagna, con società che raggiungono performance soddisfacenti solo nel 22% dei casi. Il nostro Paese si attesta all’undicesimo posto, con un trend al 29%.

PAESI SECONDO L'INDICE DI SICUREZZA CYBER

Inghilterra 44%
Francia 44%
Brasile 42%
Giappone 40%
Canada 36%
Emirati Arabi Uniti 32%
Paesi Bassi 32%
Irlanda 31%
Italia 29%

Tra i diversi settori in cui la cyber security riveste un ruolo importante all’interno delle aziende, dimostrando una migliore sicurezza cibernetica, si collocano quelle legate alla comunicazione caratterizzate per la protezione e il ripristino degli asset chiave (49%) e il monitoraggio di minacce rilevanti per l’azienda (47%).
Seguono al secondo e terzo posto rispettivamente gli istituti bancari, con performance elevate in otto ambiti quali l’analisi “what if” delle minacce (47%) la sicurezza informatica di soggetti terzi all’interno del proprio ecosistema aziendale esteso (44%) e le società ad elevato contenuto tecnologico. Quest’ultime riportano trend positivi in sette ambiti, tra cui la capacità di creare una cultura della sicurezza (54%) e il ripristino dopo incidenti informatici (48%).
Chiudono la classifica le aziende del settore “life science” con un ranking generale pari solo al 19%. Dato evidenziato anche dal fatto che quest’ultimo settore è risultato al livello più basso per quanto riguarda il coinvolgimento degli stakeholder (12%) e la progettazione della protezione degli asset chiave (13%).

SETTORI SECONDO LA SICUREZZA CYBER

comunicazione 45%
istituti bancari 44%
società ad elevato contenuto tecnologico 44%
life science 19%

Sebbene negli ultimi anni le aziende abbiano potenziato la propria sicurezza, il loro progresso in questo senso non è andato di pari passo con il grado di sofisticatezza raggiunto da hacker sempre più preparati e aggressivi in un momento storico in cui le tecnologie stanno esprimendo al massimo le proprie potenzialità portandoci in una nuova era industriale – ha commentato Paolo Dal Cin, Managing Director, Accenture Security Lead per Italia, Europa Centrale e Grecia -. È necessario un approccio nuovo da parte delle aziende, che preveda un lavoro di analisi preventiva volta sia a ridefinire gli ambiti e le attività sui cui assicurare un livello di protezione adeguato, sia a stabilire i reali punti di debolezza su cui intervenire. Non bisogna poi tralasciare il fatto che oggi le aziende operano in ecosistemi digitali sempre più estesi. È quindi indispensabile implementare una strategia di sicurezza informatica che sia efficace lungo tutta la catena del valore in cui l’organizzazione opera”. 

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