Lo sviluppo economico lungo la costa toscana

Il Consiglio regionale della Toscana istituì due anni fa la Commisssione istituzionale per la ripresa economico-sociale della Toscana costiera, per tutta la durata dell’attuale legislatura. La necessità di istituire una Commissione consiliare per analizzare la situazione conomico-sociale della costa toscana, per definire un piano strategico regionale per le province costiere della Regione, e per predisporre le iniziative legislative conseguenti, nasce dallo studio delle dinamiche economiche e produttive degli ultimi anni.

Con una Risoluzione del Consiglio regionale della Toscana del marzo 2017, la Commissione ha visto approvare il “Piano strategico di sviluppo della Costa toscana” frutto del lavoro svolto in questi due anni.

L’analisi parte dalla presa d’atto che dall’inizio della lunga crisi economica (2008) le disparità territoriali in Toscana sono aumentate. Il differenziale di sviluppo tra la costa toscana e il resto della regione è aumentato: «tra il 2010 ed il 2014 il PIL a prezzi correnti è aumentato dell’1,5% nell’area costiera e del 3,5% nel resto della Toscana».

Il peso maggiore delle cadute produttive lungo la costa riguardano soprattutto l’industria manifatturiera e quella delle costruzioni. Secondo quanto riportato nel Piano strategico, i dati analizzati indicano nella Toscana costiera «la presenza di condizioni di maggiore debolezza strutturale: tutti gli indicatori più importanti (PIL pro-capite, produttività del lavoro, tasso di occupazione) indicano una maggiore difficoltà di quest’area rispetto all’area metropolitana della Toscana centrale».

Crescita del PIL a prezzi correnti tra 2010 e 2014

Area costiera della Toscana: +1,5%
Resto della Toscana: +5,5%

L’obiettivo generale del Piano strategico è quello di «rafforzare la crescita e la coesione territoriale della regione Toscana promuovendo un processo di riqualificazione e rilancio della competitività dell’area costiera facendo leva sull’innovazione per favorire la transizione verso un modello di sviluppo sostenibile, sotto il profilo ambientale economico e sociale». Tutto ciò viene declinato attraverso una serie di linee di intervento raggruppate lungo tre direttrici di sviluppo.

La prima direttrice promuove «la strtturazione delle relazioni interne all’area costiera attraverso il consolidamento del profilo metropolitano, dell’accessibilità esterna e della connettività digitale». Si tratta dunque di sopperire ad un deficit infrastrutturale, in termini di reti stradali, di infrastrutture portuali di interesse nazionale, raccordi inter-modali, e di connettività digitale con l’estensione della banda ultralarga e ultraveloce.

La seconda direttrice di sviluppo tende al «sostegno dell’innovazione nelle traiettorie di sviluppo socioeconomico dell’area della costa, favorendo la convergenza delle specializzazioni produttive verso modelli di sviluppo fondati su tecnologie a basso impatto ambientale, utilizzo sostenibile delle risorse (materiali, energia, territorio), capitale umano e occupazione ad elevata qualificazione». In questo ambito assume un particolare rilievo la proposta di iniziativa pilota sull’economia circolare, soprattutto per affrontare la criticità dei processi di disassemblaggio attraverso la realizzazione di un dimostratore scientifico-tecnologico nel quale inserire una maggior livello di automazione e di interazione tra robot intelligenti ed operatori umani.

Infine la terza direttrice di sviluppo si prefigge di «tutelare la qualità ambientale e le risorse naturalistiche dell’area della costa attraverso azioni di mitigazione degli effetti delle attività antropiche, interventi sulle criticità idrogeologiche e degli equilibri costieri, nonché promuovendo l’uso sostenibile delle risorse».

A proposito di risorse, dobbiamo rilevare la necessità di apportare adeguate risorse finanziarie per realizzare gli obiettivi ambiziosi di un Piano cos’ ampio e articolato per lo sviluppo della costa toscana.

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