BRIGHT2017: LA FONDAZIONE PARTECIPA CON LA MOSTRA "...E SE SCOPRISSIMO CHE LA RICERCA NON È SOLO LABORATORIO?”

“La ricerca non passa solo per una scrivania. Quando immaginiamo un ricercatore solitamente lo vediamo assorto nei suoi studi e all’interno di un laboratorio, ma la realtà è molto diversa – ha commentato il Direttore tecnico di IDS, Riccardo Cioni -. In IDS la ricerca vive anche fuori dalle consuete sedi. È nelle strade, nei campi e nelle città che il ricercatore di oggi lavora e contribuisce al progresso della collettività”.

È da queste parole che la Fondazione Franco Bardelli, nell’ambito del progetto “Bright2017” promossa dalla Commissione Europea e coordinata dall’Università di Pisa per diffondere la cultura scientifica e la ricerca, ha realizzato una mostra fotografica dal titolo “LA RICERCA IN IDS … e se scoprissimo che la ricerca non è solo laboratorio?”.

“Nello spirito di BRIGHT, il cui obiettivo principale è raccontare ai giovani e ai cittadini il lavoro dei ricercatori e illustrare l’utilità delle loro scoperte, quest’anno abbiamo deciso di coinvolgere nella manifestazione la Fondazione Bardelli di IDS, un’azienda pisana di respiro internazionale, che ha al centro delle sue attività la ricerca e l’innovazione – ha commentato il rettore Paolo Mancarella – Il nostro auspicio è che questa occasione sia il preludio per una collaborazione più ampia e un esempio di successo della sinergia tra ricerca pubblica e privata”.

Il progetto, in esposizione presso la Gipsoteca di Arte Antica di Pisa dal 15 al 29 settembre 2017, è una raccolta inedita di foto tese a raccontare il lavoro dei ricercatori IDS – Ingegneria Dei Sistemi e gli importanti passi in avanti compiuti negli ultimi 30 anni dalla tecnologia italiana.

La scelta di utilizzare del materiale grezzo, pensato più per un lavoro di studio che per una sua esposizione, garantisce la freschezza e l’originalità dei documenti e dell’attività svolta.  Il soggetto ritratto, così come la tecnica utilizzata, non risponde a logiche editoriali o pubblicitarie, ma tende alla cristallizzazione del dato scientifico raccolto.

Quello che sorprende è la forza emotiva che sovente le foto trasmettono.  Un elemento nuovo e inaspettato, ancor più se considerato in relazione allo scopo per il quale questi scatti sono stati originariamente realizzati.

Gli studi scelti per questa mostra segnano gli importanti contributi che la ricerca targata IDS ha portato nella vita di tutti i giorni e raccontano come i progetti, nati in laboratorio, spesso finiscono inevitabilmente per portare il ricercatore a fare esperienze nuove, come ad esempio raggiungere la vetta del monte K2, viaggiare a bordo di una mongolfiera o camminare sulle pendici di un vulcano.

Federico Cabassi

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