Nuovi Imprenditori: Un profilo statistico

La diversificazione delle fonti e il confronto tra banche dati diverse hanno consentito all’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) di formulare una nuova profilazione di coloro i quali, nel corso dell’ultimo anno analizzato (il 2014), hanno avviato una nuova attività economica. Si tratta dunque di un aggiornato profilo dei nuovi imprenditori, a partire dai dati ricavati dalle Camere di Commercio, dall’Agenzia delle Entrate, dall’INPS, dal Registro statistico delle imprese attive e dall’ultimo censimento demografico.

imprenditoria

Innanzitutto un valore dimensionale: nel 2014 le nuove attività economiche in Italia avviate da nuovi imprenditori sono state circa 316 mila. Poco meno di due terzi di questi nuovi imprenditori (64,2%) sono lavoratori in proprio, e poco più di un terzo (35,8%) sono imprenditori con almeno un dipendente.
Lo studio segue criteri legati al genere (imprenditorialità femminile, per esempio), al livello di istruzione del nuovo imprenditore, alla loro età, alla loro nazionalità, al livello del contenuto tecnologico delle manifatture industriali create e alla cosiddetta intensità di conoscenza contenuta nei servizi avviati, realizzando altresì un confronto con analoghi profili degli imprenditori già operanti nel nostro sistema economico.

Gli elementi che a giudizio del nostro Osservatorio meritano di essere evidenziati sono i seguenti:

  1. nel confronto tra le due categorie di nuovi imprenditori individuate nello studio (i lavoratori in proprio e gli imprenditori con dipendenti) emergono tre marcate differenze, tutte a vantaggio dei lavoratori in proprio. Per quanto riguarda l’età, i nuovi imprenditori più giovani (ovvero sotto i 35 anni) rappresentano il 38,4% del totale per i lavoratori in proprio, e solo il 27,1% del totale degli imprenditori con dipendenti: partire già con un certo numero di dipendenti è ovviamente più difficile rispetto ad una attività in proprio. Ancor più forte è la differenza di livello di istruzione: i lavoratori in proprio con almeno una laurea triennale sono il 31,6% del totale della loro categoria, mentre ce l’hanno solo il 14,2% dei nuovi imprenditori con dipendenti. Infine, per quanto attiene il contenuto tecnologico (per l’industria) o di conoscenza (per i servizi), tra i lavoratori in proprio il 42,7% dei settori delle nuove attività avviate ha un alto valore di tecnologia o di conoscenza, mentre tra gli imprenditori con dipendenti la percentuale si ferma appena al 18,7%;
  2. nel confronto tra i neo-imprenditori del 2014 e quelli già presenti, si vede come in generale i nuovi siano statisticamente più istruiti, più giovani, e con una maggiore presenza di donne e di stranieri. Ciò vale soprattutto per i lavoratori in proprio, in maniera più accentuata rispetto alla categoria dei neo-imprenditori con dipendenti. Limitandoci ai tre indicatori che abbiamo analizzato nel punto precedente, si hanno le seguenti evidenze:
    1. come detto, il 38,4% dei nuovi lavoratori in proprio nel 2014 ha meno di 35 anni. Ebbene si tratta di una percentuale ben tre volte superiore a quella dei lavoratori in proprio già esistenti a quella data (12,0%). Per gli imprenditori con dipendenti la differenza è meno larga, ma non di meno significativa: 27,1% rispetto a 12,4%;
    2. cresce anche la percentuale dei lavoratori in proprio aventi almeno una laurea triennale: dal 25,5% di quelli “vecchi” si passa al 31,6% di quelli “nuovi” nel 2014. Tra i neo-imprenditori con dipendenti, invece, non si registrano scostamenti significativi;
      c. cresce la percentuale dei settori di attività ad alto contenuto tecnologico/conoscitivo: tra i nuovi lavoratori in proprio nel 2014 si ha un 42,7%, mentre tra quelli già esistenti la percentuale era del 37,5%. Questa crescita costituisce un elemento positivo, sempre però in un quadro caratterizzato da fattori ancora conservativi: la maggioranza dei nuovi imprenditori nel 2014 privilegia i settori tradizionali. Basti pensare che, nonostante la perdurante crisi dell’edilizia, nel 2014 il settore dell’industria con la quota maggiore di neo imprenditori è quello delle costruzioni.
    3. un ultimo elemento importante ci sembra quello dell’imprenditoria femminile. Il contributo delle donne tra i nuovi imprenditori è cresciuto nel 2014 rispetto all’esistente, ma soprattutto è un contributo interessante in termini di settori di attività, di età e di istruzione. Infatti, il 48,4% delle neo imprenditrici opera nei settori dei servizi sia tecnologici che di mercato ad alta conoscenza. Tra i neo imprenditori, la percentuale si ferma al 39,0%. Di conseguenza, operando in settori più avanzati, anche il livello di istruzione delle donne imprenditrici risulta statisticamente superiore a quello degli uomini; infine in termini di età le neo imprenditrici sono più giovani dei “colleghi” maschi, sia tra i lavoratori in proprio che tra gli imprenditori con dipendenti.

Distribuzione per fasce d'età dei nuovi imprenditori con dipendenti (2014)

  • 15-34 anni
  • 35-49 anni
  • >50 anni

Distribuzione per fasce d'età dei nuovi lavoratori in proprio (2014)

  • 15-34 anni
  • 35-49 anni
  • >50 anni

Nuovi giovani imprenditori (2014)

Giovani in proprio
Giovani imprenditori con dipendenti

Un’ultima considerazione riguarda la distribuzione regionale dei nuovi imprenditori nell’anno 2014, in particolare dei più giovani (dai 15 ai 34 anni di età) nella regione Toscana dove ha sede la Fondazione Bardelli. Compilando una classifica delle regioni italiane secondo la percentuale di giovani neo-imprenditori, sia per i lavoratori in proprio che per gli imprenditori con dipendenti, emerge come la Toscana si collochi in entrambi i casi al terz’ultimo posto, al di sotto della media nazionale, e sotto anche la media delle regioni del Centro Italia.
In una classifica del genere, la suddivisione per classi di età della popolazione svolge un ruolo rilevante. Non di meno però ci pare un dato da approfondire, affinché sia possibile individuare nuove modalità per incoraggiare i giovani toscani ad affrontare con maggior coraggio la via di una nuova imprenditorialità.

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